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Uffizi e Palazzo Pitti, le nuove mostre da visitare 08/03/2018

Dopo il successo dell'anno precedente, anche nel 2018 Le Gallerie degli Uffizi ripropongono un vasto programma di esposizioni dall’arte romana al contemporaneo. Alcune di queste sono già visibili nelle esposizioni temporanee degli Uffizi, Palazzo Pitti e Giardini di Boboli.
Per informazioni più precise consultate il seguente elenco con le mostre:

Omaggio a Carlo Levi: Il Narciso e tre autoritratti

Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna, 27 gennaio – 21 aprile 2018

L’installazione in omaggio a Carlo Levi, l’8 marzo 2018 verrà arricchita di due ulteriore opere dell’artista in occasione dell’intitolazione delle due piazze adiacenti a Piazza Pitti, a Carlo Levi e Anna Maria Ichino. Sia la mostra, sia l’intitolazione ricordano il ruolo di Levi e Ichino nella lotta antifascista, ma anche il valore evocativo di un luogo come piazza Pitti e della casa che in quella piazza fu rifugio di molti antifascisti. Fu proprio in piazza Pitti che Carlo Levi scrisse ‘Cristo si è fermato a Eboli’ e che Anna Maria Ichino fu al fianco dello scrittore battendo a macchina giorno dopo giorno il manoscritto.

Il Settecento. Una selezione

Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 7 febbraio – 15 aprile 2018

In omaggio ai 250 anni dalla morte del Canaletto le due sue celebri vedute veneziane di proprietà degli Uffizi tornano visibili dopo una protratta assenza e, affiancate da scorci di Firenze, Roma e Napoli, alimentano il mito inesauribile delle città italiane predilette fin dai primi viaggiatori del Grand Tour. Accostando opere settecentesche provenienti dai depositi e dalle sale degli stranieri della Galleria delle statue e delle pitture, presto oggetto di trasformazione, l’allestimento temporaneo in Palazzo Pitti enuclea inoltre capolavori di fama internazionale come il ritratto di Goya della contessa di Chinchón, si sofferma sul gusto per l’esotico a corte e getta uno sguardo sul tema più borghese e intimo dell’infanzia e del gioco.


Spagna e Italia in dialogo. Culture a confronto nell’Europa del Cinquecento

Uffizi, Aula Magliabechiana, 27 febbraio – 27 maggio 2018

Si tratta della più vasta indagine finora dedicata alla ricca raccolta di disegni spagnoli custodita al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, e mette a fuoco il dialogo fra le due tradizioni figurative (italiana e iberica), così da evidenziarne contatti e rapporti nel periodo di piena maturazione dell’Epoca moderna, favoriti fin dal Cinquecento anche dalla situazione politica e dai rapporti commerciali. La mostra presenta fogli di straordinaria qualità, e offre una nuova interpretazione per artisti quali Alonso Berruguete, Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni, solo per citarne alcuni. Al fine di ricollocare compiutamente i disegni nel contesto di provenienza, il percorso include anche manufatti di natura differente, fra cui sculture, dipinti, esempi di oreficeria e arti applicate, con l’intento di instaurare confronti ispirati a un criterio multidisciplinare.

Dipingere e disegnare “da gran maestro”. Il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665)

Uffizi, Sala Edoardo Detti e Sala del Camino, 6 marzo – 10 giugno 2018

Elisabetta Sirani, ricordata da Carlo Cesare Malvasia pochi anni dopo la prematura scomparsa per la “leggiadria senza stento, e la grazia senza affettazione” delle sue creazioni, era famosa tra i contemporanei anche per la sua particolare avvenenza che sembrava essere una metafora della bellezza della sua arte. La personalità artistica della pittrice bolognese viene approfondita attraverso una selezione ragionata di 35 opere provenienti da raccolte italiane pubbliche e private, più l’Autoritratto come Allegoria della Pittura del Museo Puškin di Mosca.

Maria Lai, Il filo e l'infinito

Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 8 marzo - 3 giugno 2018

Attraverso il tema del filo, Maria Lai coniuga la tradizione della civiltà sarda con i linguaggi dell’arte contemporanea. Nel 1967 l’artista realizza Oggetto-paesaggio, una scultura-installazione che riprende la struttura di un telaio, ma ricorda anche Pascali e l’arte concettuale, dal Nouveau Réalisme all’Arte Povera. All’inizio degli anni Settanta compone le Tele cucite, dove non dipinge ma cuce. Richiama ancora l’artigianato sardo, ma anche Burri, Scarpitta, Fontana, Manzoni che invece di dipingere sulla tela, vi intervengono direttamente e la sagomano. Sempre negli anni Settanta cuce sul tessuto una scrittura composta di segni indecifrabili e grovigli, che poi raccoglierà in Libri, tra i quali Il mare ha bisogno di fichi, ispirato all’alluvione di Firenze. Le sue Pagine racchiudono ancora l’eco delle lenzuola rammendate in casa, ma si ricollegano anche alla poesia visiva e ai Libri d’artista. L’arte di Maria Lai, insomma, è un viaggio di andata e ritorno tra la Sardegna e l’Europa, e la mostra ne documenta gli esiti, muovendo da Oggetto-paesaggio del 1967 ed esplorando Tele cucite, Scritture, Geografie (visioni dell’infinito del cosmo, cucite sulla tela: “L’arte mi ha dato l’ansia dell’infinito” diceva Lai) e Libri.

L’Alabardiere di ritorno a Firenze. Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura

Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 8 maggio - 29 luglio 2018

La mostra, nata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la Pierpont Morgan Library di New York, è una selezione preziosa di opere della maturità di Pontormo, eseguite alla fine degli anni Venti del Cinquecento. Per l’occasione rientra a Firenze – dopo oltre vent’anni - l’Alabardiere ora al Getty Museum, che verrà messo a confronto sia con il disegno preparatorio agli Uffizi, che con il magnifico Ritratto di Carlo Neroni di collezione privata, recentemente scoperto. Il versante religioso della produzione di Pontormo è rappresentato dalla splendida Visitazione di Carmignano, anch'essa esposta per la prima volta insieme al relativo, bellissimo studio a matita nera degli Uffizi, quadrettato per il riporto sulla tavola.

Fonte: comunicato stampa del programma delle mostre delle Gallerie degli Uffizi nel 2018

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